Agli inizi dell’età moderna, tra scienza e filosofia

Il giorno 25 ottobre 2019, a Paola, presso il locale Convento dei Padri Minimi di San Francesco di Paola, si è tenuto un Seminario di studio in merito al contributo di due illustri rappresentanti dell’Ordine dei Minimi, padre Marin Mersenne e padre Emmanuel Maignan, al pensiero scientifico e filosofico della prima modernità.
I relatori del Seminario sono stati il professore Luca Parisoli dell’Università della Calabria, il professore padre Leonardo Messinese della Pontificia Università Lateranense e il professore Claudio Buccolini del CNR-ILIESI. I lavori erano stati coordinati da padre Vincenzo Arzente, OM.

Questo volume contiene i testi delle tre relazioni, corredati da alcune Appendici documentarie.

Il contributo di Luca Parisoli, dopo alcune considerazioni sul ruolo dei pensatori minimi nella cultura del Seicento «tra radici francescane» medievali e «strategie filosofiche» moderne – in una modernità che, peraltro, metteva alla prova le strutture concettuali del cattolicesimo con le vicende della riforma protestante – si è soffermato su Emmanuel Maignan (1601-1676). Dopo aver trattato del suo De usu licito pecuniae nell’orizzonte del dibattito teologico-morale dell’epoca, egli ne ha messo in luce la figura del matematico e del filosofo, dedicando un’attenzione particolare al tema dell’“infinito attuale”, anche in relazione a posizioni contemporanee sia nel campo della matematica che della logica.

Il saggio di Leonardo Messinese è dedicato a Marin Mersenne (1588-1648), il quale coltivò gli studi matematici, scientifici, filosofici e teologici, inclusi quelli relativi alla teoria e alla pratica della musica. Mersenne partecipò attivamente alle maggiori dispute scientifiche che si svolgevano tra i dotti del suo tempo, spesso promovendo egli stesso il dibattito. Lo scritto di Messinese, dopo aver dato conto delle posizioni che erano a confronto riguardo al “pensiero libertino” nel XVII secolo, si sofferma sull’«apologetica scientifica» di Mersenne, mettendone in luce la positiva assunzione della scienza moderna, vista in un rapporto di armonia con una filosofia d’ispirazione cristiana e con la teologia cattolica.

Anche lo scritto di Claudio Buccolini è rivolto al pensiero di Mersenne, del quale perlustra aspetti diversi e presentandone un’interpretazione innovativa. Il suo intento maggiore, infatti, è di mostrare che la presenza di un reale interesse del religioso minimo per le questioni filosofiche e teologiche fu costante, smarcandosi dall’interpretazione “canonica” di Robert Lenoble che tendeva a relegarlo, invece, alla prima fase della sua attività di ricerca. Un’attenzione particolare è dedicata da Buccolini a quanto Mersenne scrisse commentando direttamente, ma anche indirettamente, il testo delle Meditationes de prima philosophia di Cartesio, pervenendo negli ultimi anni ad accogliere molte tesi della metafisica cartesiana.

Ognuno dei contributi del volume costituisce l’esito di ricerche originali da parte dei rispettivi autori. Pur se ognuno di essi presenta un suo specifico contenuto e un’autonoma elaborazione, v’è un filo che li unisce e che conferisce loro uno speciale interesse. Gli scritti raccolti nel volume mettono in luce aspetti del pensiero di Maignan e di Mersenne che talvolta erano rimasti nell’ombra, oppure, com’è nel caso dei temi più marcatamente scientifici, la cui trattazione era stata svolta senza dare un conto pienamente adeguato dell’orizzonte filosofico e teologico
in cui essi erano stati considerati da questi due rappresentanti forse non proprio “minori”, e comunque niente affatto ancora oggi privi d’interesse, dell’Europe savante del secolo diciassettesimo.

È opportuno, infine, spendere qualche parola riguardo alle Appendici di testi dei due pensatori minimi che compaiono al termine di ciascun contributo e che presentano, come il lettore vedrà, configurazioni diverse tra di loro.
Per l’Appendice relativa al contributo su Maignan, Luca Parisoli è stato coadiuvato da Giovanni Gigliotti, dell’Università della Calabria. Per quella che segue lo scritto di Leonardo Messinese su Mersenne, l’autore ha potuto avvalersi, per la traduzione dal latino in italiano, della competente e generosa collaborazione di Alessandro Agus dell’Istituto Italiano di Studi Classici, il quale ha pure provveduto alla stesura di alcune note di carattere testuale. Infine, la cura dei testi inediti posti in Appendice allo scritto di Claudio Buccolini, come pure la loro traduzione in italiano, sono dovute allo stesso autore.

Leonardo Messinese
Pontificia Università Lateranense

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